categorie-tag-seo-idee-blog-aziendale

Cosa scrivere in un blog suddividendo gli articoli con categorie, tag e SEO

Con l’articolo di oggi arriviamo a metà della nostra guida su come creare un blog aziendale di successo. Oggi parliamo di tre aspetti fondamentali che si presentano quando devi decidere come costruire un blog: le categorie, i tag e la SEO. Forse al momento ti sembrano concetti sconosciuti, ma vedrai che alla fine di questo post ti sembreranno piuttosto intuitivi. In ogni caso si tratta di passaggi importanti perché vanno a determinare gli argomenti degli articoli quindi, di fatto, cosa scrivere in un blog aziendale.

Prima di proseguire, però, ti ricapitoliamo brevemente ciò che abbiamo trattato negli articoli precedenti:

  • Abbiamo aperto le danze con un post generale su come creare un blog aziendale: una bella panoramica sulle azioni da compiere per costruire un blog per la tua azienda e gestirlo al meglio.
  • Abbiamo poi speso alcune parole per spiegarti con precisione cos’è e a cosa serve un blog aziendale, chi sono i blogger e perché aprire un blog può essere utile per la tua azienda (sappi che i buoni motivi sono almeno sette!)
  • Come terzo passo, abbiamo scritto un articolo dedicato agli obiettivi di un blog aziendale e all’importanza di conoscere i propri clienti: presupposti fondamentali per capire come creare un blog di successo e come vendere con un blog.

Eccoci quindi pronti per affrontare la sostanza: cosa scrivere in un blog aziendale. E soprattutto, come costruire un blog aziendale di modo che i contenuti siano chiari, ben organizzati e ottimizzati per Google.

cosa-scrivere-su-un-blog-aziendale

Cosa scrivere in un blog aziendale: partiamo dalle categorie

Riprendiamo un breve passaggio del nostro precedente articolo su come creare un blog aziendale di successo. Abbiamo detto che conoscere i tuoi clienti è un passo fondamentale per capire, almeno a grandi linee, che cosa scrivere in un blog aziendale. Per delineare gli argomenti, infatti, devi sapere quali sono le caratteristiche e gli interessi dei tuoi clienti, incluse le informazioni che cercano e le domande a cui, generalmente, vogliono trovare risposte. Questo ci porta sia alla definizione delle categorie di un blog, sia alla stesura di un piano editoriale SEO (che vedremo nella terza parte di questo articolo).

Ricordati che, quando parliamo di “conoscere il cliente”, non stiamo parlando di massimi sistemi, ma di elementi attinenti alla tua attività che possono o meno sconfinare in un ambito affine di interesse. Ti portiamo un esempio dal mondo del web marketing turistico: se hai un’agenzia che vende viaggi culturali in Francia, i tuoi potenziali clienti potrebbero essere interessati non solo alle mete principali del paese, ma anche – ad esempio – alle migliori ricette francesi oppure agli ultimi libri di autori francesi pubblicati in Italia. Teniamo questo esempio (ci servirà anche dopo) e pensiamo alle seguenti categorie per il nostro blog immaginario: “Ricette francesi”, “Itinerari in Francia”, “Libri francesi” e “Film francesi”.

Ma andiamo con ordine. Per capire come costruire un blog aziendale e cosa scrivere in un blog, bisogna definire le categorie. Di base, queste sono i macro-argomenti su cui impostare il blog e rispondono ai bisogni principali dei tuoi clienti (un’informazione che tu, e solo tu, puoi sapere al meglio!). Di solito le categorie di un blog non sono molte, al massimo 4 o 5. Prova a pensarle come le sezioni di un giornale dove abbiamo per esempio: Cronaca, Politica, Esteri, Cultura&Spettacoli, Sport. Insomma, le categorie costituiscono la struttura di un blog, la sua ossatura principale. Ciascuna categoria andrà a raggruppare diversi articoli, ma, per ragioni di ottimizzazione su Google, a un articolo deve sempre e comunque corrispondere solo una categoria.

come-costruire-un-blog-aziendale-web-agency

Costruire un blog aziendale: come usare i tag

Una volta definite le categorie, una buona prassi da seguire per costruire un blog aziendale al meglio e decidere con precisione cosa scrivere in un blog è stabilire i cosiddetti tag. Si tratta di parole corrispondenti ad argomenti che classificano in modo trasversale gli articoli delle categorie. Cosa vuol dire? Vuol dire che un articolo può afferire solo a una categoria, ma può avere più tag di riferimento. Inoltre, un singolo tag può raccogliere più articoli afferenti a categorie diverse. Ecco perché l’abbiamo definito un modo “trasversale”.

Ricordate le categorie del nostro blog immaginario per il tour operator che organizza viaggi culturali in Francia? “Ricette”, “Itinerari”, “Libri”, “Film”, “Musei”. Con i tag potremmo per esempio coprire le aree geografiche. Un tag “Provenza” o “Parigi” può benissimo essere collegato a una ricetta tipica, a un itinerario nella zona, a un libro di un autore del posto, a un film lì girato o a un museo lì situato. Ma possiamo anche andare su altri argomenti trasversali. Un tag “arte” può raggruppare un articolo della categoria “Musei” così come “Itinerari” o “Libri”. Un tag “mare” può invece raggruppare un post delle categorie “Ricette” e “Itinerari”. E così via.

E’ importante che i tag siano scelti con coscienza. Non devono duplicare le categorie (ha poco senso avere una categoria e un tag con lo stesso nome), né essere troppo simili fra loro (es: “arte” e “mostre d’arte”). In tal caso si creerebbe una ridondanza di concetti che, invece di orientare meglio il lettore, può spaesarlo.

Bisogna quindi pensare alle varie combinazioni di argomenti per definire una rosa di 20 o 30 tag che saranno associati agli articoli. Non è un lavoro immediato, ma può rivelarsi divertente e imprescindibile per decidere una volta per tutte cosa scrivere nel tuo blog. Una buona prassi è associare 2 o 3 tag diversi ad articolo (anche 4, dai!) e fare in modo che non ci siano tag con un solo articolo oppure inutilizzati. In tal caso, meglio sopprimere il povero tag perché, purtroppo, si sta rivelando inutile.

categorie-tag-seo-blog-aziendale

L’importanza delle parole chiave: come usare la SEO nel tuo blog

Siamo quasi giunti alla fine dei tecnicismi, un altro po’ di pazienza! Oltre a categorie e tag, c’è un altro elemento fondamentale nella definizione degli argomenti di un blog aziendale, ossia le “parole chiave”. Si tratta di parole o frasi che gli utenti cercano su Google per trovare determinate informazioni. Esistono anche programmi che aiutano noi “addetti ai lavori” a capire quali sono le parole più cercate dagli utenti su un dato argomento, ed è importante fare tesoro di questi dati.

Prima di tutto è necessario per andare a decidere i titoli e l’argomento dei post. Se vediamo che fra le stringhe di ricerca compare “Cosa visitare a Parigi in un giorno”, può valere la pena dedicare un articolo a questo argomento. Lo inseriremo nella categoria “Itinerari” e, a seconda del contenuto, vedremo a quali tag associarlo (“Parigi”, “arte” ecc…).

Inoltre, l’uso di parole chiave è determinante per la stesura degli articoli. È la cosiddetta “scrittura SEO”, ossia una scrittura che tiene conto delle parole chiave su cui ci stiamo basando e le usa all’interno dell’articolo. Nel nostro ipotetico post su “Cosa visitare a Parigi in un giorno”, la stringa di ricerca diventerà il titolo del post e dovrà essere ripetuta alcune volte all’interno del testo (in modo naturale, mi raccomando!). In questo modo, la presenza di parole chiave nel testo migliorerà il posizionamento dell’articolo su Google e dunque le possibilità che il vostro post venga trovato su internet.

Senza un piano editoriale SEO, ossia senza uno studio di parole chiave su cui impostare i propri articoli, è molto difficile che un utente arrivi “per caso” sul vostro sito. Certo, può capitare, ma una strategia di successo raramente si basa sulla casualità! Categorie, tag e SEO sono gli ingredienti per organizzare al meglio gli argomenti del tuo blog aziendale e farli trovare dagli utenti. Ora che sai anche questo, sei pronto per andare alla prossima puntata e imparare a creare il calendario editoriale.

ChiaraZucchellini

Chiara Zucchellini

Copy

Scrivo sempre e dovunque. Ogni tanto disegno. Mai pentita di aver studiato Storia dell’Arte, nel tempo che rimane mi occupo di promozione turistica.