Il cibo si cuoce in lavatrice con Sous La Vie

Un ciclo per indumenti sintetici et voilà, la carne può essere servita in tavola. Per le verdure invece basta un lavaggio più breve, quello che di solito si usa per i vestiti in cotone.
Una follia? Forse, ma sull’originalità di questa idea non ci sono dubbi. Ora la nuova frontiera dei piatti pronti da cuocere non utilizza il forno a microonde, bensì la lavatrice.

Iftach Gazit, studente alla Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, ha inventato speciali buste di alimenti che possono essere preparate tra jeans e magliette, sfruttando la cottura sottovuoto a bassa temperatura (sous vide). Si chiamano “Sous La Vie”, sono realizzate con tyvek- un materiale impermeabile- e contengono all’interno un ulteriore sacchetto sigillato, in modo da evitare che i cibi possano entrare in contatto con il detersivo o che i vestiti possano sporcarsi. Su ogni confezione ci sono le istruzioni di “lavaggio” e i valori nutrizionali della pietanza. Ovviamente in stile “etichetta per vestiti”.

Le buste di cibo Sous La Vie da mettere in lavatrice

Sous la Vie non è solo un progetto un po’ bizzarro, ha anche uno scopo sociale. Le buste possono infatti essere usate dai senzatetto per avere un pasto caldo a poco prezzo, utilizzando l’unico elettrodomestico a cui possono facilmente avere accesso: la lavatrice, appunto. Quella delle lavanderie a gettoni, che negli Stati Uniti sono diventate luoghi in cui molti di loro si rifugiano e trascorrono un po’ di tempo perché aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Una trovata che, oltre a rappresentare quel “sogno americano” infranto di chi è rimasto senza casa, racchiude anche qualche (amara) riflessione sulla società odierna: la contrapposizione tra ricchezza e povertà, tra fast food e slow food, tra socialismo e capitalismo. “Il ‘pasto da lavanderia’ non è esclusivamente per gli homeless” ha dichiarato Gazit “ma per tutti noi. È un prodotto che rispecchia il nostro gusto, le nostre possibilità economiche e la nostra cultura”. E che, soprattutto, potrebbe fare la differenza nella vita di chi ne ha più bisogno.

Foto YStudium

Mariangela Celiberti

Giornalista

Abruzzese d’origine ma romana d’adozione, scrivo e coltivo il sogno di viaggiare in tutto il mondo