La pianificazione: un aspetto fondamentale del project management

E quando hai fatto tutto, arriva la realtà

Visto il mio amore per la cucina, un tema che mi sta davvero a cuore è la panificazione. Purtroppo nel project management di pane si parla poco, però si parla di pianificazione quindi ripiegherò su questo argomento.
Sì, lo so, vi ho illuso ma siate fiduciosi, il tema è meno succulento, però ci darà grandi soddisfazioni.

Quando noi esimi project manager ci approcciamo a un nuovo fantastico progetto, per prima cosa pianifichiamo le attività utilizzando una WBS, una CBS, un GANTT ecc. (poi vi spiegherò che robe sono).

In pratica dobbiamo prevedere tutto quel che c’è da fare per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo. Consultando la sfera di cristallo di cui è dotato qualsiasi project manager, calcoliamo quando inizia e quando finisce ogni attività e anche chi dovrà svolgere quell’attività.

Sembra già tanto, ma non basta. È fondamentale capire anche se un’attività è incompatibile con un’altra; per esempio se lo schiavo1 deve fare l’attività A, non potrà fare contemporaneamente anche l’attività B.

Poi bisogna definire quali sono le attività che non possono iniziare prima di altre; per esempio se dovete costruire un ponte io sconsiglierei di fare il manto stradale prima di aver costruito i pilastri.

Vi vedo, siete lì a chiedervi se noi pm riusciamo davvero a capire tutto questo. Vi voglio rassicurare: ebbene sì, ci riusciamo.
Poi quando parte il progetto la realtà è tutta diversa e la pianificazione non serve più a niente, ma questo è perché non viene definito bene l’ambito di progetto, ma ne parleremo…

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Luca Guidi

Project Manager

PM di Iamboo. Per yStudium blogger e musa ispiratrice.