Architetti e instagram: come può funzionare

Tra creatività fotografica e identità digitale dell’architettura

La creatività si muove sempre più sui social network, in particolare su Instagram. Molti “Instagram addicted” come me sono consapevoli delle potenzialità di questa piattaforma mobile che sta crescendo più velocemente rispetto ad altri social network in termini di utenti attivi.

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Ottava (Sassari) – foto Instagram @gibipi

L’elevato engagement, superiore persino a Facebook e Twitter, la possibilità di scattare foto, applicare filtri e ottimizzare al meglio le immagini, permette a qualsiasi architetto di sviluppare attraverso la fotografia la propria creatività e professione, con uno sguardo al presente guardando al futuro.

Su Instagram — nato nel 2010 dalla geniale intuizione di Kevin Systrom e Mike Krieger e poi acquistato nel 2012 da Facebook — vengono caricate oltre 70 milioni di foto ogni giorno. Questo numero impressionante di immagini ne fa una piattaforma particolarmente utile per promuoversi, oltre che creativa e divertente.

Sperimentare nell’architettura la partecipazione degli utenti

Gli Instagramers, dotati di creatività ed empatia, sanno bene come potenziare le capacità comunicative dell’architettura e del paesaggio urbano. Viaggiano soprattutto per conoscere e, tramite la fotografia danno origine a nuove idee, invenzioni e scoperte.

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Grande Arche – foto Instagram @ignazioparis

Anche l’architettura non è solo tecnica e progettazione, ma invita a recarsi fisicamente nei luoghi, quindi viaggiare per conoscere il mondo. Lo sosteneva già nel 1943 Le Corbusier, celebre architetto francese, quando agli studenti delle scuole di architettura diceva che “l’architettura si cammina”.

Per esempio, postare uno scatto con una breve didascalia su Instagram invita a sperimentare fisicamente il mondo materiale dell’architettura. Perché l’architettura, vissuta e raccontata attraverso la fotografia, sollecita la sfera emotiva personale e degli interlocutori creando una relazione tra spazio fisico e sociale.

Se proviamo a fare una ricerca tra i tag più utilizzati sull’architettura (#architecture #architecturelovers #archilovers #archidaily #creative_architecture…), oppure cerchiamo o clicchiamo un luogo, Instagram ci appare come un grande laboratorio creativo che promuove l’architettura, i luoghi e i territori. Non solo gli architetti, ma anche semplici appassionati, sono capaci di creare esperienze ed emozioni che ci invitano a vivere i luoghi reinterpretando la propria idea di architettura dando spazio all’immaginazione.

Frequentemente gli Instagramers si integrano con gli edifici: inquadrano le mani per trasmettere il senso del tatto, o fotografano le persone di spalle. Così scorci urbani, edifici e spazi diventano ancor più luoghi narranti.

Instagram per costruire un’Identità Digitale dell’architettura

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Tempio del Valadier, Genga (AN) – foto instagram @mariapiacossu

Le persone hanno un’Identità Digitale, ossia l’insieme delle informazioni esistenti su di loro accessibili sul web, ma internet e in particolare i social media ci insegnano che anche l’architettura ha un’Identità Digitale.

Per esempio, su Instagram è sufficiente aggregare i contenuti filtrando i risultati per tag (es: #milano #duomodimilano #boscoverticale) o per luoghi, per scoprire che il valore di un edificio o di un luogo è sia fisico che digitale.

Il concetto di Identità Digitale è chiaro, soprattutto su Instagram che ci permette di vivere il mondo materiale; le connessioni che qui si creano aiutano a scoprire anche le realtà più prossime: i tempi in cui si vedeva internet come un mondo parallelo sono decisamente lontani!

Instagram e architettura: verso una città Open Source

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Bosco verticale – foto instagram @yat_ng

Sul web la realtà fisica e quella digitale possono essere collaborative e partecipative. Comunicare sui social network e scambiarsi informazioni, mette in connessione cittadini e progettisti che insieme possono migliorare e trasformare lo spazio fisico e le città dove viviamo restituendo identità ai luoghi (es. edifici dismessi o abbandonati #edificidismessi).

In rete le idee che nascono dal basso stanno creando modelli di partecipazione in grado di rinnovare il modo di progettare e costruire le case (Architettura e città Open Source).
Credo che Mark Kushner, giovane architetto di New York, abbia effettivamente ragione: “nel futuro i social network rivoluzioneranno il modo di costruire”.

Una rivoluzione comunicativa che presto riguarderà anche la realtà aumentata, non a caso Zuckerberg ha da poco acquisito Oculus.

Oggi comunque una cosa è certa, esiste una generazione di architetti che grazie ad Instagram stanno spiccando il volo.

Maria Pia Cossu social media manager

Maria Pia Cossu

Social Media Manager

Mi piace scrivere, leggere, creare e fotografare. Blogger, web designer, social media addicted