L'amorediRealTime

Un’analisi della campagna di Real Time sull’amore

È passato un mese esatto dalla festa più romantica, più sdolcinata e più sentimentale dell’anno. Ma il mio San Valentino non è stato caratterizzato da cioccolatini a forma di cuore e mazzi traboccanti di rose rosse. L’ho passato a seguire, attaccata al mio smartphone, l’ormai famosissima questione dell’apostrofo nella campagna di Real Time.

Ammetto di essere un’assidua frequentatrice del canale 31, e posso affermare che a stento riesco a ricordare un canale televisivo che trasmette qualcosa di più romantico di Real Time: ragazze sognanti che cercano il loro abito da sposa perfetto, wedding planners infallibili, pasticceri rinomati che realizzano torte nuziali così elaborate che mangiarle è quasi un peccato. Se mi chiedessero una breve descrizione per Real Time, lo definirei come “il canale televisivo che celebra ogni giorno l’amore”. E visto che le cose stanno così, tutti i fan del “Real Time Style”, aspettavano dal canale più romantico della televisione italiana qualcosa di speciale nel giorno dell’amore.

L’apostrofo della discordia

Ed ecco che la campagna crosschannel di Real Time per il giorno in cui tutti gli innamorati sono protagonisti non si fa attendere, e se il risultato era raggiungere più persone possibile e fare engagement, hanno proprio colto nel segno.

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Non è necessario essere attenti e puntigliosi per capire che in questo post qualcosa non va e non serve certo un professore di grammatica italiana per capire il sostantivo “amore” è di genere maschile e quindi l’apostrofo è un grave errore grammaticale.

Al web non sfugge niente, ed ecco che la rete è insorta contro Real Time TV. Nel frattempo la campagna campeggiava serena e indisturbata su ogni tipo di canale comunicativo e non solo on line: pagine intere sulla carta stampata e addirittura affissioni di dimensioni cubitali. Per voi ho selezionato un paio dei commenti più ironici postati sui social:

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Altri, o per meglio dire la maggior parte, erano sicuramente più forti e d’impatto, ma penso che saprete immaginarli da soli.

Le ipotesi dietro all’errore

A questo punto tutti, ma proprio tutti, hanno iniziato a formulare ipotesi sull’accaduto. Copy, creativi, responsabili marketing e comunicatori, ma anche semplici curiosi hanno aderito ai due schieramenti principali:

  • I BACCHETTONI: coloro che credevano che l’errore fosse dovuto ad una terribile svista grammaticale da parte del team di comunicazione di Real Time
  • GLI SPERANZOSI: coloro che pensavano che il tutto fosse una strategia comunicativa creata ad hoc e che quindi l’errore non fosse non fosse tale e che tutto fosse voluto e studiato.

Come ha reagito Real Time a tutto questo buzz spontaneo che si è creato in rete al momento dell’uscita della campagna? Con il silenzio più totale.
Per scoprire la corrente che aveva fatto la giusta ipotesi abbiamo dovuto aspettare il giorno successivo, e la risposta di Real Time non si è fatta attendere.

La risposta di Real Time: un’amore è un amore e non è mai un errore

A quanto pare erano proprio “gli speranzosi” ad avere ragione: l’errore faceva parte di un strategia pensata e studiata a tavolino, probabilmente da un team di creativi o di professionisti della comunicazione. Il motivo? Sovrastare le regole della grammatica italiana per rendere di genere neutro il sostantivo “amore”, e sponsorizzare quindi ogni forma d’amore senza differenze di genere o sesso.

Ma c’è di più: Real Time si appoggia a Change.org per lanciare una petizione nientepopodimeno che all’Accademia della Crusca per poter scrivere la parola “amore” sia al maschile che al femminile. A sostegno di questo pensiero c’è anche l’importanza che le parole hanno nella nostra vita di tutti i giorni, senza dimenticarci che è proprio dal nostro linguaggio che nascono le prime discriminazioni e i pregiudizi:

Alcune considerazioni made in yStudium

Riportati i fatti, concludo con una breve analisi da addetta ai lavori nel mondo della comunicazione e delle strategie di lancio:

  • Il messaggio che la campagna vuole lanciare è sicuramente nobile: in un momento in cui si lotta per i diritti degli omosessuali, in cui si parla sempre più spesso di odio che di amore, in cui le discriminazioni razziali e religiose sono purtroppo all’ordine del giorno, parlare di amore fa bene sempre e in ogni caso, ma…
  • La strategia dell’errore grammaticale che attrae l’attenzione e che fa diventare virale una campagna di comunicazione è ormai obsoleta, un po’ come la teoria del “bene o male, purché se ne parli”. Sicuramente in quei giorni il buzz in rete e il passaparola legato al canale Real Time sono stati degni di nota, ma quante tra le persone che ne hanno parlato hanno iniziato a seguire il canale?
  • La campagna arriva proprio nel momento in cui 600 professori, tra cui anche alcuni accademici della Crusca, hanno lanciato un allarme legato al fatto che i giovani italiani leggono poco, fanno fatica a esprimersi e che addirittura in molte tesi di laurea si riscontrano errori ortografici, sintattici e grammaticali. In una situazione come quella attuale, dare messaggi grammaticalmente scorretti, seppur trattandosi di ovvietà, può risultare controproducente. Senza considerare che sostenendo questa campagna, andremo addirittura a modificare la grammatica della nostra lingua in quanto il genere neutro non esiste in italiano.
  • Tutti abbiamo bisogno d’amore in un periodo di guerre, stragi terroristiche e altri generi di terribili distruzioni. Perché accostare l’amore a un errore? L’amore è il motore che muove il mondo e la nostra linfa vitale. Qualunque esso sia, verso chiunque si provi non è MAI un errore, a prescindere dal genere. La petizione inoltre rende la situazione razionale e anche un po’ burocratica, ma l’amore è assolutamente irrazionalità e non si può quantificare con un certo numero di firme.

Quindi, a fronte di tutto ciò, vogliamo dire viva l’amore in tutte le sue forme, tra ogni tipo e genere di persona, verso gli animali, verso i supereroi e i personaggi della fantasia, ma per favore, anche verso la nostra lingua!

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Martina Librizzi

Social Media Manager

Curiosa, intraprendente e convinta che il digital sia il futuro; indosso sempre il sorriso!