I consigli di lettura di ottobre

Ragazzi, il titolo meno SEO della storia, speriamo che il nostro SEO-Marino non mi venga a cercare a casa… Anche l’incipit è poco SEO, ma pazienza, oggi mi è presa così!
Di cosa parliamo oggi? Sicuramente delle cose più chiacchierate degli ultimi giorni, #saverummo, la giornata di Ritorno al futuro e Netflix, ma anche dei lavoratori della e sulla rete.
L’altro tasso polemico di alcuni passaggi, mi spinge a mettere la firma sotto quest’articolo che in genere è frutto di un lavoro di squadra.

Back to the future, in senso stretto

Se siete frequentatori, anche sporadici, dei social, avrete sicuramente notato che mercoledì 21-10-2015 è stato il giorno di Ritorno al Futuro. Finalmente, dopo anni in cui sbucavano fake sulla rete, è arrivato il VERO giorno in cui Martin McFly e Doc sono approdati nel futuro nel film Ritorno al Futuro 2. E i nerd e sedicenti tali di tutto il mondo si sono uniti nella celebrazione.

Nel frattempo la Nike ha prodotto un nuovo modello di auto-allaccianti, ne ha inviato un paio a Micheal J Fox e ha dichiarato che ne saranno prodotte altre la cui vendita, nel 2016, andrà a sovvenzionare la ricerca sul Parkinson.

Netflix è arrivato anche in Italia

Le celebrazioni del futuro non hanno fatto in tempo a concludersi che è stato subito il momento di parlare di Netflix, disponibile in Italia dalle 00.00 del 22 ottobre.
Non so voi, ma a casa mia siamo abbonati da mezzanotte e 5 minuti, ovvero 10 minuti dopo aver finito di vedere, per la millesima volta, Ritorno al Futuro 2. Così, tanto per parlare di nerdaggine (o nerditudine?!).

Che dire, il catalogo per ora non fa impazzire, ma è gratis per un mese. Proviamo e vediamo se il gioco vale la candela. In linea di massima io dico di sì.
Lo stesso lo dice anche Gianmaria Tommaso sul Post che ovviamente pubblica anche un sacco di tutorial e altre notizie accessorie.

#saverummo: quelli che salvano il mondo sui social

Intorno al 15 ottobre la provincia di Benevento (e in particolare la zona del fiume Sannio) sono state colpite da forti piogge, sono morte 3 persone e i danni per tutta l’area sono stati ingenti. Qualche giorno dopo è spuntato l’hashtag (con tanto di pagina ed evento facebook) #saverummo, volto a sensibilizzare la popolazione sulla sorte del pastificio Rummo, completamente allagato con scorte e macchinari inagibili.

La campagna è diventata virale. Dopo qualche giorno è venuto fuori che l’azienda non c’entrava niente e ancora un po’ dopo qualcuno ha fatto i conti e ha detto che forse, per un puro calcolo economico, era anche controproducente.
Fermo restando che la pasta Rummo è buona e che l’azienda dà lavoro a quasi 200 persone che speriamo possano tornare a regime quanto prima; la mia riflessione è sulla scarsa giustizia che permea la viralità social. E le altre aziende colpite? Cosa producevano? Semi e mobili, chiaramente cose meno appetibili. Il Gambero Rosso parla di un generico #savesannio per tutte le realtà enogastronomiche dell’area, la cantina Solopaca vende le bottiglie #sporchemabuone.

Ma il punto secondo me è un altro, dovremmo lavorare per evitare i danni e, nel caso, straordinario, di danni seri, ci dovrebbe essere tutela da parte dello Stato. Riassumerò tutto con un pratico hashtag: #noncidovrebbeesserenessunodasalvare.

Lavoratori sulla rete?

E dopo la nostra partecipazione a Digitaly, non potevamo non notare questo articolo del Tirreno sui nuovi lavoratori della rete.
La nuova frontiera e il lavoro sulla rete, dice; un sacco di artigiani sono riusciti a salvarsi/riemergere dalla crisi grazie alla rete, dice; in Italia ci sono 750mila web workers, dice; se hai un ecommerce il tuo negozio è il mondo, dice.

Ora vorrei dire una cosa io.

Tutto vero. Come vero il fatto che le infrastrutture nel nostro paese non sono del tutto pronte a supportare questi lavoratori.

Ma secondo me c’è un’altra riflessione da fare, quella sull’alfabetizzazione informatica. La maggior parte degli italiani per loro stessa ammissione “non capiscono nulla di computer” e di conseguenza o pensano di fare per i cavoli loro e fanno male, o rischiano di affidarsi alle persone sbagliate, buttando via i soldi, o vogliono “la consulenza del secolo” senza voler spendere di conseguenza.
Che poi non è tutto così, eh, per esempio i meravigliosi lavoratori con cui abbiamo parlato a Digitaly erano tutti curiosi, attenti e precisi nelle loro richieste.
Però un po’ di cultura informatica e sulle professionalità che ci ruotano intorno non farebbe male…

eleonoraRound

Eleonora Lollini

Copy

Copywriter puntigliosa, pressante e presuntuosa ma anche puntuale, precisa e positiva.

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